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Significato del Giubileo nella nostra vita quotidiana - Parrocchia San Marco

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ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2025
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Significato del Giubileo nella nostra vita quotidiana

catechesi e formazione
ESSERE “PELLEGRINI DI SPERANZA”
Significato del Giubileo nella nostra vita quotidiana
Il nostro cammino di questo anno comporta, in realtà, due eventi ecclesiali di grande importanza: il Sinodo dei Vescovi e il Giubileo. Ricordiamo che rispetto al Sinodo, siamo chiamati a camminare insieme per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione.

Il Giubileo ci porta ad approfondire il senso di questo nostro camminare insieme. Camminando insieme siamo tutti pellegrini. E in questo pellegrinaggio, la speranza indica la direzione e la finalità del nostro essere cristiani. Ecco perché papa Francesco dice che il Giubileo possa essere per tutti occasione di rianimare la speranza.

Per tutti, aggiunge il papa, il Giubileo possa essere un momento di incontro vivo e personale con il Signore Gesù.
Questo incontro vivo e personale con il Signore, noi lo viviamo all'interno di questo nostro Gruppo, perché il Signore si rende presente nella vita di chi ci sta accanto.
Ecco perché Gesù ha detto: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me (Mt 25, 40). Prima di approfondire il significato del Giubileo nella nostra vita quotidiana, ora cerchiamo a capire che cosa è Giubileo.
Che cose è il Giubileo?
Nella tradizione della Chiesa cattolica, il Giubileo è un grande evento religioso. È l'anno della remissione dei peccati e delle pene per i peccati. Il Giubileo è l'anno della riconciliazione, della conversione e della penitenza sacramentale e, di conseguenza, della solidarietà, della speranza, della giustizia, dell'impegno al servizio di Dio nella gioia e nella pace con i fratelli e sorelle.
L'anno giubilare è soprattutto l'Anno di Cristo, Portatore di vita e di grazia all'umanità. Ma questo grande evento trova le sue origini nella Bibbia.
Giubileo nell’Antico Testamento
Le origini del Giubileo si ricollegano all'Antico Testamento. La legge di Mosè aveva fissato per il popolo ebraico un anno particolare: dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nella terra per tutti i suoi abitanti.
Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo (Lv 25, 10-11).
Per il popolo ebraico, la celebrazione di Giubileo comportava, tra l'altro, la restituzione delle terre agli antichi proprietari, la remissione dei debiti, la liberazione degli schiavi e il riposo della terra: …In quest'anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo (Lv 25, 11-13).
Giubileo nel Nuovo Testamento
Nel Nuovo Testamento, Gesù si presenta come Colui che porta a compimento l'antico Giubileo. Agli inizi della sua vita pubblica, Gesù era entrato nella sinagoga del suo villaggio, Nazaret, legge questo passaggio : lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, per rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore (Lc, 4, 18-19); alla fine Gesù disse: oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato. Questo significa che Gesù si presenta come inviato dal Padre per inaugurare un giubileo perfetto. È questa l’altra radice del Giubileo cristiano.

Il termine “anno di grazia” (Is 61, 2) per Isaia indicava il ritorno dall'esilio alla terra promessa. Nelle parole di Gesù l’orizzonte dell’anno di grazia diventa il paradigma della vita del cristiano che si allarga e abbraccia tutte quelle sofferenze che sono il programma della missione di Cristo e della Chiesa. Il Giubileo inaugurato da Cristo, chiamato l’«Anno di grazia del Signore» comprende quattro gesti fondamentali. Quali sono?

  • Il primo è portare il lieto messaggio del Regno di Dio. I destinatari sono i “poveri”, cioè gli ultimi della terra, coloro che in sé non hanno la forza, ma hanno il cuore aperto all'adesione di fede. Il Giubileo è destinato a riportare al centro della Chiesa gli umili, i poveri, i miseri, coloro che esternamente e interiormente dipendono totalmente dalle mani di Dio.
  • La libertà è il secondo atto giubilare. Un atto che era già nel giubileo ebraico. Gesù, però, fa riferimento anche ai prigionieri in senso stretto e spirituale: liberare i prigionieri del male e del peccato.
  • Il terzo impegno è ridare la vista ai ciechi. Un gesto che Gesù ha spesso compiuto durante la sua esistenza terrena e, va oltre. C’è una cecità interiore che non coincide con quella fisica ed è l’incapacità di vedere in profondità, con gli occhi del cuore e dell’anima le meraviglie di Dio.
  • Il quarto e ultimo impegno, rimettere in libertà gli oppressi che non è solo la schiavitù a cui sopra si faceva cenno riguardo al Giubileo ebraico, ma comprende tutte le sofferenze e il male che opprimono il corpo e lo spirito del credente.
Breve storia del Giubileo nella Chiesa
La realtà del “Giubileo” entra nella vita della Chiesa il 22 febbraio del 1300, quando papa Bonifacio VIII emana la Bolla del primo anno santo. Il Giubileo viene detto "Anno santo", non solo perché si inizia, si svolge e si conclude con solenni riti sacri, ma anche perché è destinato a promuovere la santità di vita.

Il Giubileo è stato istituito nella vita della Chiesa per consolidare la fede, favorire le opere di solidarietà e la comunione fraterna all'interno della Chiesa. Il Giubileo può essere ordinario e straordinario. È detto ordinario se legato a scadenze prestabilite (ogni 25 anni); straordinario se viene indetto per qualche avvenimento di particolare importanza (ad esempio, Giubileo straordinario della Misericordia nel 2016).

Solo il papa può indire il Giubileo e lo fa attraverso una lettera chiamata la Bolla di indizione del Giubileo. Un documento ufficiale del Papa che contiene informazioni dettagliate sulle modalità, gli obiettivi e le condizioni per vivere pienamente il Giubileo. Giovedì 9 maggio 2024, presso san Giovanni in Laterano, papa Francesco ha indetto il Giubileo Ordinario 2025, con la Bolla Spes non confundit.
Messaggio della Bolla di indizione del Giubileo


Spes non confundit.
Il titolo della Bolla significa “La speranza non delude” (Rm 5, 5). Questo documento stabilisce le linee guida e le intenzioni spirituali per l’Anno Santo 2025, richiamando i fedeli di tutto il mondo a vivere un periodo di rinnovamento e riconciliazione, occasione per approfondire la fede.  La Chiesa, con questo Giubileo, spera di diffondere la luce della speranza cristiana e testimoniare l’amore di Dio in tutto il mondo. Questo Anno Santo segna il cammino verso il 2033, quando si celebreranno i duemila anni della Redenzione di Cristo.

Tempi del Giubileo 2025
Il Giubileo Ordinario del 2025 inizierà il 24 dicembre 2024 con l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro. Le altre Porte sante di Roma saranno aperte il 29 dicembre 2024 a San Giovanni in Laterano, cattedrale del Papa; il 1° gennaio 2025 a Santa Maria Maggiore e infine domenica 5 gennaio 2025 a San Paolo fuori le Mura e saranno chiuse entro il 28 dicembre 2025. Papa Francesco ha anche annunciato la sua intenzione di aprire una Porta Santa in un carcere e di chiedere la cancellazione del debito delle nazioni che non lo possono ripagare. Il 29 dicembre 2024, in tutte le cattedrali e concattedrali, i Vescovi diocesani celebreranno la solenne apertura dell’Anno giubilare. Il Giubileo Ordinario terminerà con la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro il 6 gennaio 2026, Epifania del Signore.

Porta santa
La Porta Santa è la porta di una Basilica che viene aperta solo in occasione di un Giubileo. È segno del passaggio salvifico aperto da Cristo con la sua incarnazione, morte e resurrezione. La Porta santa è il simbolo del passaggio che ogni cristiano deve fare dal peccato alla grazia, pensando a Gesù che dice Io sono la porta (Gv 10, 9).
L’apertura della Porta Santa segna l’inizio del Giubileo, ma rappresenta anche per i cristiani un simbolo di Speranza e la speranza diventa il messaggio centrale del Giubileo 2025. Questo perché tutti sperano. La speranza è un sentimento universale che risiede nel cuore di ogni persona come desiderio e attesa del bene, nonostante l’incertezza del futuro. C’è un invito a trovare nella fede la fiducia e l’ottimismo necessari per affrontare il futuro. Il pellegrinaggio da una chiesa alla cattedrale rappresenterà il cammino di speranza dei credenti, e darà loro la possibilità di godere dell’Indulgenza Giubilare.

Indulgenza
L'indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa. L'indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati. Ogni fedele può lucrare per se stesso le indulgenze sia parziali che plenarie o applicarle ai defunti a modo di suffragio. È capace di lucrare indulgenze chi è battezzato, non scomunicato, in stato di grazia.
Per lucrare le indulgenze è necessario che si abbia l'intenzione almeno generale di acquistarle e si adempiano le opere ingiunte nel tempo e nel modo stabilito dalla concessione. L'indulgenza plenaria può essere acquistata una sola volta al giorno; l'indulgenza parziale invece più volte al giorno.

L'opera prescritta per lucrare l'indulgenza plenaria annessa ad una chiesa o ad un oratorio consiste nella devota visita di questi luoghi sacri, recitando in essi la preghiera del Signore e il simbolo della fede (cioè il Padre nostro e il Credo), salvo che nella concessione sia diversamente stabilito.
Per ottenere l'indulgenza plenaria, oltre l'esclusione di qualsiasi affetto al peccato anche veniale, è necessario adempiere le tre condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Con una sola confessione sacramentale si possono acquistare più indulgenze plenarie; invece, con una sola comunione eucaristica e una sola preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice si può acquistare una sola indulgenza plenaria.

Logo del giubileo

Il Logo del Giubileo 2025 rappresenta la stabilità e la sicurezza della speranza cristiana. Le quattro figure stilizzate indicano l’umanità proveniente dai quattro angoli della terra. L’una abbracciata all’altra, per indicare la solidarietà e la fratellanza che devono accomunare i popoli, con l’apri-fila aggrappato alla croce è segno della fede e della speranza. Le onde sottostanti sono mosse per indicare che il pellegrinaggio della vita non sempre si muove in acque tranquille. E per invitare alla speranza nelle vicende personali e quando gli eventi del mondo lo impongono con maggiore intensità, la parte inferiore della Croce si prolunga trasformandosi in un’ancora che si impone sul moto ondoso. I colori usati per i personaggi: il rosso è l’amore, l’azione e la condivisione; il giallo-arancio è il colore del calore umano; il verde evoca la pace e l’equilibrio; l’azzurro-blu richiama la sicurezza e la protezione. Il nero-grigio della Croce-Ancora, rappresenta invece l’autorevolezza e l’aspetto interiore.
L’immagine del logo mostra anche quanto il cammino del pellegrino non sia un fatto individuale, ma comunitario e dinamico che tende verso la Croce, anch’essa dinamica, nel suo curvarsi verso l’umanità come per andarle incontro e non lasciarla sola, ma offrendo la certezza della presenza e la sicurezza della speranza. La speranza cristiana è radicata nella fede nella vita eterna. In Cristo risorto, la storia umana non finisce in un punto cieco, ma è orientata verso l’incontro con il Signore. La vita di ogni cristiano è legata a Cristo fin dal Battesimo, ed è l’azione dello Spirito Santo a rinnovare e a rendere incrollabile la speranza nella salvezza che Gesù rappresenta. L’apostolo Paolo invita a essere lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera per testimoniare la fede e l’amore in modo credibile.
Il Giubileo come cammino cristiano: l’importanza del pellegrinaggio

La vita umana è un percorso che richiede momenti forti per nutrire la speranza, indispensabile compagna verso l’incontro con Gesù. San Paolo evidenzia come la speranza e la pazienza siano fondamentali nel cammino cristiano. In quest’ottica anche il pellegrinaggio si riconferma come centrale negli eventi giubilari, simbolo della ricerca del senso della vita. Il cammino favorisce la riscoperta del silenzio, della fatica e dell’essenzialità. Questo camino è anche e soprattutto spirituale che consiste nel ripassare nella luce del Vangelo la propria vita.
Segni di Speranza

La Chiesa è chiamata a interpretare i segni dei tempi alla luce del Vangelo, e trasformandoli in segni di speranza. Il Giubileo è un’occasione per tutti di essere segni tangibili di speranza, rispondendo con amore e concretezza ai bisogni dei più vulnerabili e costruendo un futuro migliore per tutti. Ma quali sono questi segni? Sono tanti e diversi, perché il mondo in cui viviamo non è facile e ci sottopone a prove terribili, ogni giorno.
  • La pace deve essere il primo segno di speranza. L’umanità, ignorando i drammi passati, continua a soffrire per la violenza. Il Giubileo invita a progetti concreti per la pace e a un impegno diplomatico coraggioso e creativo.
  • Promuovere la maternità e paternità responsabili è essenziale. La speranza richiede anche una visione entusiastica del futuro, e il futuro ha bisogno di nuove vite per poter esistere.
  • Il Giubileo invita a iniziative che restituiscano speranza ai detenuti, proponendo forme di amnistia e percorsi di reinserimento. La Chiesa chiede dignità e rispetto dei diritti umani, inclusa l’abolizione della pena di morte.
  • Gli ammalati, sia a casa che in ospedale, devono trovare sollievo nella vicinanza delle persone e nelle opere di misericordia, che risvegliano speranza e gratitudine. È necessaria una cura inclusiva e solidale per chi soffre di disabilità o malattie.
  • I giovani, spesso delusi dalle incertezze del futuro, devono essere sostenuti. Il Giubileo è un’occasione per rinnovare l’impegno verso di loro, aiutandoli a superare i rischi di comportamenti autodistruttivi.
  • I migranti, in cerca di una vita migliore, devono essere accolti con dignità e responsabilità. La comunità cristiana deve difendere i loro diritti, garantendo sicurezza, lavoro e istruzione.
  • Gli anziani, spesso soli e abbandonati, devono essere riconosciuti come tesori di esperienza e saggezza. La comunità cristiana e la società civile devono lavorare insieme per un’alleanza tra le generazioni.
  • I poveri non devono essere considerati come un danno collaterale, ma come vittime da sostenere e aiutare. È necessario un impegno concreto per affrontare la povertà diffusa.
Appelli del Papa per la Speranza

Oltre a riconoscere i segni di speranza, la Chiesa deve anche agire in modo attivo e pratico per offrire soluzioni concrete al disagio e alla necessità che quei segni rivelano. Il Giubileo è un invito a riscoprire la speranza attraverso la giustizia sociale, l’unità dei cristiani e la generosità verso i più bisognosi. La Chiesa è chiamata a essere un segno tangibile di speranza, lavorando per un mondo più giusto e unito.

Il papa sottolinea che le risorse della Terra devono essere condivise equamente. È essenziale che i ricchi siano generosi e aiutino chi ha bisogno. In particolare, è scandaloso che ancora oggi molte persone soffrano la fame. Si propone l’istituzione di un Fondo mondiale per eliminare la fame e sviluppare i paesi poveri, utilizzando i fondi destinati alle spese militari. Le nazioni ricche dovrebbero condonare i debiti dei paesi poveri, riconoscendo l’ingiustizia storica e il debito ecologico tra Nord e Sud. Questo è visto come un passo necessario per riparare le ingiustizie e promuovere la pace.

Il prossimo Giubileo coincide con il 1700º anniversario del Concilio di Nicea, un evento fondamentale per l’unità della Chiesa e la definizione della fede cristiana. Questo anniversario offre un’opportunità per rafforzare l’unità tra i cristiani e rispondere alla chiamata dell’evangelizzazione. Il Giubileo del 2025 rappresenta un’opportunità per i cristiani d’Oriente e d’Occidente di unificare la data della celebrazione della Pasqua, superando le divisioni storiche e rispondendo al desiderio di unità espresso da Gesù.
Conclusione

Il messaggio del Giubileo per noi oggi : pazienza, speranza e perdono. Ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza (Rm 5, 3-4). Con queste parole, san Paolo riconosce che la vita riserva tutti gioie e dolori, che l’amore viene messo a dura prova nelle difficoltà e che la sofferenza demolisce la speranza, ma ci ricorda che proprio di fronte alle tribolazioni il cristiano può ricorrere a un’arma potente: la pazienza.

La pazienza, dono dello Spirito Santo, mantiene viva e consolida la speranza come virtù e stile di vita. Papa Francesco ci invita a imparare a chiedere spesso la grazia della pazienza, che nasce dalla speranza e la sostiene. Riscoprire la pazienza è benefico per noi e per gli altri, aiutandoci a vivere con maggiore serenità e fiducia nelle promesse di Dio.
La pazienza aiuta a sviluppare la speranza.

La pazienza è una virtù rara, soprattutto nel nostro mondo odierno, in cui tutto corre troppo veloce. Siamo ormai abituati a volere tutto e subito. Siamo in un mondo dove la fretta è diventata una costante. Non si ha più il tempo per Dio, per la preghiera. Non si ha più il tempo per incontrarsi e spesso anche nelle famiglie e comunità cristiane diventa difficile trovarsi insieme e parlare con calma. La pazienza è stata messa in fuga dalla fretta, recando un grave danno alle persone. Subentrano infatti il nervosismo, a volte la violenza gratuita, che generano insoddisfazione e chiusura. Questa chiusura non ci permette di vivere la grazia del perdono.

Il perdono comporta una trasformazione interiore profonda. Chi riesce a perdonare, mettendo da parte il risentimento, non solo favorisce il proprio benessere, ma arricchisce anche i legami emotivi con gli altri. Il perdono implica la rinuncia al risentimento, al giudizio e al desiderio di vendetta nei confronti di chi ha inferto un’offesa o un danno.

Perdonare non cambia il passato, non può modificare ciò che è già avvenuto, tuttavia, il perdono può permettere di cambiare il futuro. Nel cristianesimo, il perdono è la remissione dei peccati, l'assoluzione delle colpe che Dio accorda quando il peccatore pentito riconosce e confessa il suo peccato. Vediamo quindi quale sia il grande valore del perdono nel Vangelo di Matteo, Gesù afferma: se perdonate agli uomini le loro colpe, il vostro Padre celeste perdonerà anche a voi (Mt 6:14).

Queste parole di Gesù riflettono il legame tra il perdono reciproco e la misericordia divina. Nella preghiera del Padre nostro diciamo: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori (Mt 6,12). Queste parole contengono una verità decisiva. Non possiamo pretendere per noi il perdono di Dio, se non concediamo a nostra volta il perdono al nostro prossimo. Se non ci sforziamo di perdonare e di amare, nemmeno noi verremo perdonati e amati.

Noi cristiani siamo chiamati a perdonare "sempre". Nel linguaggio evangelico "70 volte sette" ha questo significato. Nel vangelo secondo Luca, Gesù invita a perdonare sempre il fratello che pecca contro di noi e che si pente: anche se dovesse peccare sette volte al giorno, se ogni volta si pente bisogna perdonarlo ogni volta. Un altro elemento del perdono è che abbiamo il perdono personale, che coinvolge il perdonare se stessi per i propri errori o le proprie azioni negative e il perdono interpersonale, che riguarda invece il rapporto con il mondo esterno (famiglia, amici…). Il perdono è una liberazione, perché consiste alla riduzione dello stress, dell’ansia; ad una maggiore serenità interiore che nutre la speranza nonostante le onde mosse della vita.

Don Egide MONGUMU

Parrocchia San Marco Evangelista

via Edoardo Daneo, 19 10135 Torino - tel. 011 612.714

orario di ricevimento ufficio parrocchiale giorni feriali:
dal lunedì al giovedì mattina 9.00 - 10.00
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festivo: ore 8.30 - 10.30
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