Pellegrinaggio Sacro Monte di Varallo e Alagna Valsesia
calendario eventi > Anno 2025
LE PARROCCHIE SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY
E SAN MARCO EVANGELISTA
ORGANIZZANO UN PELLEGRINAGGIO

Questo il programma della giornata:
- 6,30 Partenza dalla parrocchia Vianney
- 6,45 Partenza dalla parrocchia San Marco
- 8,45 circa Arrivo a Varallo e visita alla chiesa di S.Maria delle grazie
- 9,30 Salita in funivia al Sacro Monte con visita guidata
- 11,30 Santa Messa. Al termine, discesa in funivia e pranzo al ristorante
- 15,00 Partenza per Alagna Valsesia con visita guidata al Museo Walser
- 17,30/18,00 Partenza per Torino
- 19,30/20,00 Arrivo previsto presso le parrocchie

COSA VISITEREMO
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, considerata il prologo e la sintesi dell'esperienza al Sacro Monte.
Tra i 1486 e il 1493 in luogo di una piccola cappella poco fuori il centro urbano, sorse una delle chiese più importanti di Varallo. Voluta dal frate francescano Bernardino Caimi. Nel 1931 Papa Pio IX elevò la chiesa alla dignità di basilica minore.
All'interno si conserva una delle opere più ricercate della Valsesia: la grande “Parete Gaudenziana” (10,40x8m), un tramezzo affrescato da Gaudenzio Ferrari (1513) nel quale sono illustrati alcuni episodi della Vita e della Passione di Gesù, dall'Annunciazione alla Resurrezione.
La Basilica del Sacro Monte, iniziata nel 1614 , terminata verso la metà del Settecento.
La facciata risale invece al 1896 e rappresenta l'ultima cappella del pellegrinaggio al Sacro Monte.
Al suo interno è possibile visitare la scultura lignea della Vergine dormiente, attribuita ad un giovane Gaudenzio Ferrari e la cappella aerea raffigurante l 'Assunzione di Maria nel Paradiso Celeste del 1665-80.
Le 44 cappelle cosiddette della “Nuova Gerusalemme" volute da padre Caimi in cui viene illustrata la storia di Gesù e, in parte, di sua madre Maria con caratteristiche statue a grandezza naturale, dagli abiti colorati, barbe e capelli, in un dialogo tra pittura e scultura tipico del dramma sacro dei secoli XIII-XVIII.
Vi hanno lavorato artisti come Gaudenzio Fenari, Galeazzo Alessi, Giacomo D'Adda. Il complesso fa parte del patrimonio Unesco.
Museo Walser, inaugurato nel 1976, è una baita perfettamente conservata, datata 1628, esempio inalterato di ciò che la Casa Walser fu nei secoli e del suo utilizzo.
I Walser costruivano abitazioni che ospitavano sotto lo stesso tetto stalla, spazi destinati al riposo, alla vita sociale e alla conservazione dei cibi, in una sintesi armonica delle fondamentali necessità di questi contadini d'alta quota.
Il Museo mostra come gli antichi Walser seppero realizzare dentro la casa un sistema efficiente, che ben si adattava alle loro esigenze di autosufficienza e racconta la vita quotidiana attraverso gli strumenti di uso comune, con un percorso attento nella cultura materiale degli antichi alagnesi.