Parabola della lampada
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altri nomi della parabola:
- Parabola della lucerna sotto il moggio
La parabola della lampada (detta anche parabola della lampada sotto il recipiente o più genericamente parabola della luce), è una delle parabole di Gesù. Essa appare nel vangelo di Matteo, nel vangelo di Marco e nel vangelo di Luca. In Matteo, la parabola è la continuazione del discorso sul sale e sulla luce.
La versione del Vangelo secondo Matteo (5, 14-15)

«Non si accende una lampada per metterla sotto un secchio, ma piuttosto per metterla in alto, perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.
Così deve risplendere la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano il bene che voi fate e ringrazino il Padre vostro che è in cielo.»
La versione del Vangelo secondo Luca (8, 16-18)

«Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce.
Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere.»
La versione del Vangelo secondo Marco (4, 21-22)

«Diceva loro: "Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O piuttosto per metterla sul lucerniere? Non c'è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce."»
Cerchiamo il significato della parabola:
La parabola di Gesù è semplice: non ha senso accendere una luce in modo che non illumini, o pretendere di accogliere ospiti in una casa che è completamente buia. Prima l’ambiente deve essere illuminato, e poi gli ospiti possono abitare in esso. Allo stesso modo, il cristiano è qualcuno che porta nel suo cuore la luce di Cristo, "la luce vera, quella che illumina ogni uomo." (Gv 1, 9). Il cristiano può illuminare con la sua vita i luoghi oscuri di questo mondo. Affinché questo potere non gli sia tolto deve perseverare nel prestare attenzione, nell’"ascoltare" bene, nell'aprire le orecchie della sua anima alla parola di Dio e nell'essere sempre pronto a essere una luce per gli altri, per non diventare una lampada non accesa.
Questa luce è stata seminata già nel nostro battesimo. In quel giorno Dio ci ha dato la luce della fede, siamo stati resi "figli della luce". È stato il giorno più luminoso della nostra vita. Il sacerdote ha detto ai nostri genitori e padrini, mentre consegnava loro una candela accesa: "Ricevete la luce di Cristo". Un gesto e delle parole con cui la Chiesa ci invita a diffondere quella luce. Non avrebbe senso che Qualcuno, così luminoso per il mondo come Dio stesso fatto uomo, rimanesse nascosto, sconosciuto alla gente.