Parabola dell'uomo forte
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Nel Vangelo secondo Matteo, controversia e parabola sono inserite nel contesto dei contrasti con i farisei: Gesù scaccia il demonio da un cieco e muto, che poi guarisce in modo che veda e parli, e i farisei lo accusano di scacciare i demoni con l'aiuto di Belzebù. Gesù nega che Satana possa scacciare Satana.
La versione del Vangelo secondo Matteo (12, 29)

«Come può uno entrare nella casa dell'uomo forte e rubargli la sua roba, se prima non lega l'uomo forte? Allora soltanto gli saccheggerà la casa.»
La versione del Vangelo secondo Marco (3, 27)

Nel Vangelo secondo Marco, il primo a essere composto, questa parabola è inserita all'interno della controversia su Belzebù: Gesù è entrato in una casa, e la folla che si raduna fuori gli impedisce di uscire; allora i suoi parenti vengono a prenderlo, dato che lo considerano fuori di sé. Gli scribi provenienti da Gerusalemme accusano Gesù di esorcizzare in accordo con Belzebù e Gesù ribatte dicendo che Satana non può scacciare Satana, e aggiungendo:
«D'altronde nessuno può entrare nella casa dell'uomo forte e rubargli le sue masserizie, se prima non avrà legato l'uomo forte; soltanto allora gli saccheggerà la casa.»
La versione del Vangelo secondo Luca (11, 21-22)

Anche nel Vangelo secondo Luca Gesù ha scacciato il demonio da un muto, che poi guarisce in modo che parli, ma alcune persone non meglio identificate tra la folla lo accusano di scacciare i demoni con l'aiuto di Belzebù, chiedendogli un segno dal cielo per metterlo alla prova. Gesù nega che Satana possa scacciare Satana, e aggiunge:
«Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l'armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino.»
Il detto del Vangelo di Tommaso (versetto 35)

Come tipico di questo testo, il Vangelo secondo Tommaso riporta solo il detto, senza contesto:
«Gesù disse: “Non è possibile per nessuno entrare nella casa di un uomo forte e prenderla con la forza, a meno che non gli leghi le mani; allora (potrà) saccheggiare la sua casa”.»
Cerchiamo il significato della parabola:
A prima vista si può leggere questa parabola come se fosse la storia di una sconfitta: Satana, «più forte», può piegare la nostra sicurezza eccessiva, la nostra altezzosa autosufficienza, il nostro orgoglio impudente e imprudente. Infatti, più avanti Gesù continua raccontando che «lo spirito immondo», cioè il demonio, può ritornare, con tutta la sua forza negativa, nella casa purificata di quella persona. Essa, libera dal peccato precedente, si illude di auto proteggersi con le sue forze. Satana, invece, irrompe di nuovo per insozzare e devastare la casa.
Tuttavia l’interpretazione più genuina e più profonda della parabola dei due uomini forti sembra delineare un esito ben diverso e più luminoso. Cristo, e non Satana, è «l’uomo più forte» che può prevalere sull’«uomo forte», il diavolo, piegandolo con la sua fortezza invincibile e liberando coloro che erano imprigionati nel palazzo del male e della schiavitù della colpa. Dio, quindi, è la nostra fortezza che ci rende forti nel combattere l’oscura forza del male.