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Parabola del servo fedele - Parrocchia San Marco

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ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2025
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Parabola del servo fedele

catechesi e formazione > le parabole
altri nomi usati per la parabola
  • Parabola dello schiavo fedele e saggio.
  • Parabola del servo fedele o infedele.
  • Parabola dei due servi.

La parabola del servo fedele (o parabola del guardiano o anche parabola dei servi che vegliano) è una parabola di Gesù presentata nel vangelo secondo Matteo, in quello di Marco ed in quello di Luca. Essa invita i fedeli a mantenere alta la guardia.
Nel vangelo di Matteo, essa precede immediatamente la parabola delle dieci vergini che ha un simile valore escatologico.
La versione del Vangelo secondo Matteo  (24, 42-51)


42 Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.
43 Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa.
44 Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo.
45 Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito?
46 Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così!
47 Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.
48 Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: "Il mio padrone tarda",
49 e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi,
50 il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa,
51 lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti.
La versione del Vangelo secondo Luca  (12, 35-48)

«Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro! Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Qual è dunque l'amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l'aspetta e in un'ora che non sa, e lo punirà con rigore assegnandogli il posto fra gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.»
La versione del Vangelo secondo Marco (13, 34-37)


«State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso.
È come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare.
Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino, perché non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!.»
Cerchiamo il significato della parabola:

Ci sono due opinioni diverse sul significato di questa parabola, o per lo meno sulle persone a cui era diretta. Una è che la parabola s’incentri su persone con una posizione di guida nella chiesa, poiché era rivolta ai discepoli, che divennero leader della prima chiesa.

Un commentatore ci spiega:
 
Raccontando di uno schiavo incaricato di altri schiavi in una casa, e sottolineando la sua importanza nel prendersi cura degli altri mentre il padrone è assente, la parabola indica che i leader all’interno della chiesa devono prendersi buona cura della comunità nel periodo tra l’ascensione di Gesù Cristo e la sua parusia. Quella buona cura — nutrire la comunità dei servitori — consisterà in un ministero di proclamazione e insegnamento.11
 
Il servo che fa una scelta d’infedeltà nella sua leadership indica un tipo di guida religiosa egoista ed egocentrica. Le parole del profeta Ezechiele danno un’immagine chiara di simili leader:
 
Guai ai pastori d’Israele che pascolano sé stessi! I pastori non dovrebbero invece pascere il gregge? Voi mangiate il grasso, vi vestite di lana, ammazzate le pecore grasse, ma non pascete il gregge. Non avete fortificato le pecore deboli, non avete curato la malata, non avete fasciato quella ferita, non avete riportato a casa la smarrita e non avete cercato la perduta, ma avete dominato su loro con forza e durezza.
 

La seconda opinione è che la parabola parli ai Cristiani in generale e non specificamente a chi ha posizioni di leadership. La parabola presenta due modi contrastanti di vivere la propria fede.
C’è l’opzione di essere come il primo servo, che svolge il suo compito con fedeltà e costanza, giorno dopo giorno. Non ha importanza in che momento tornerà il suo padrone, perché lui fa continuamente quello che gli è stato chiesto. Sarà pronto in qualsiasi momento torni il padrone.
 
La seconda opzione è di avere l’atteggiamento del servo malvagio. Non ha pensato molto al ritorno del padrone, ma si è comportato come se, anche se fosse tornato, sarebbe successo così lontano nel futuro che non c’era motivo di pensarci troppo. Il fatto è che il padrone tornò e che ci fu un giudizio e un regolamento dei conti.
 

Anche se potrebbe sembra che la parabola riguardi due servi diversi (uno che fa la scelta giusta e l’altro quella sbagliata) in realtà parla di un unico servo che si trova di fronte due scelte.
Il sottinteso è che ogni credente si trova davanti a una scelta. Saremo fedeli al Signore? Vivremo secondo i suoi insegnamenti? Saremo pronti al suo ritorno, o quando la nostra vita giungerà alla fine? O il nostro atteggiamento sarà come quello del servo che visse come se non ci fosse obbligo di rispondere a nessuno, solo per scoprire troppo tardi che quell'obbligo c’è e che saremo ritenuti responsabili? Ovviamente la scelta giusta è la prima: scegliere di basare la nostra vita sugli insegnamenti di Gesù, di avere il rapporto giusto con Dio, di amare Lui e gli altri. Vivendo in questo modo riceveremo le sue benedizioni non solo per il presente, ma per l’eternità.


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