Parabola del seminatore
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La parabola del seminatore è una parabola di Gesù raccontata nei tre vangeli sinottici di Matteo, Marco, Luca e nel Vangelo di Tommaso
La versione del Vangelo secondo Matteo (13, 1-23)

2 e una grande folla si radunò intorno a lui; cosicché egli, salito su una barca, vi sedette; e tutta la folla stava sulla riva.
3 Egli insegnò loro molte cose in parabole, dicendo: «Il seminatore uscì a seminare.
4 Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; gli uccelli vennero e la mangiarono.
5 Un'altra cadde in luoghi rocciosi dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo;
6 ma, levatosi il sole, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì.
7 Un'altra cadde tra le spine; e le spine crebbero e la soffocarono.
8 Un'altra cadde nella buona terra e portò frutto, dando il cento, il sessanta, il trenta per uno.
9 Chi ha orecchi [per udire] oda».
10 Allora i discepoli si avvicinarono e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?»
11 Egli rispose loro: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato.
12 Perché a chiunque ha sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chiunque non ha sarà tolto anche quello che ha.
13 Per questo parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono né comprendono.
14 E si adempie in loro la profezia d'Isaia che dice: "Udrete con i vostri orecchi e non comprenderete; guarderete con i vostri occhi e non vedrete;
15 perché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile: sono diventati duri d'orecchi e hanno chiuso gli occhi, per non rischiare di vedere con gli occhi e di udire con gli orecchi, e di comprendere con il cuore e di convertirsi, perché io li guarisca".
16 Ma beati gli occhi vostri, perché vedono; e i vostri orecchi, perché odono!
17 In verità io vi dico che molti profeti e giusti desiderarono vedere le cose che voi vedete, e non le videro; e udire le cose che voi udite, e non le udirono.
18 «Voi dunque ascoltate che cosa significhi la parabola del seminatore!
19 Tutte le volte che uno ode la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e porta via quello che è stato seminato nel cuore di lui: questi è colui che ha ricevuto il seme lungo la strada.
20 Quello che ha ricevuto il seme in luoghi rocciosi, è colui che ode la parola e subito la riceve con gioia,
21 però non ha radice in sé ed è di corta durata; e quando giunge la tribolazione o persecuzione a motivo della parola, è subito sviato.
22 Quello che ha ricevuto il seme tra le spine è colui che ode la parola; poi gli impegni mondani e l'inganno delle ricchezze soffocano la parola che rimane infruttuosa.
23 Ma quello che ha ricevuto il seme in buona terra, è colui che ode la parola e la comprende; egli porta del frutto e, così, l'uno rende il cento, l'altro il sessanta e l'altro il trenta».»
La versione del Vangelo secondo Marco (4, 1-20)

4 Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; e gli uccelli vennero e lo mangiarono.
5 Un'altra cadde in un suolo roccioso dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo;
6 ma quando il sole si levò, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì.
7 Un'altra cadde fra le spine; le spine crebbero e la soffocarono, ed essa non fece frutto.
8 Altre parti caddero nella buona terra; portarono frutto, che venne su e crebbe, e giunsero a dare il trenta, il sessanta e il cento per uno».
9 Poi disse: «Chi ha orecchi per udire oda».
10 Quando egli fu solo, quelli che gli stavano intorno con i dodici lo interrogarono sulle parabole.
11 Egli disse loro: «A voi è dato di conoscere il mistero del regno di Dio; ma a quelli che sono di fuori, tutto viene esposto in parabole,
12 affinché: "Vedendo, vedano sì, ma non discernano; udendo, odano sì, ma non comprendano; affinché non si convertano, e i peccati non siano loro perdonati"».
13 Poi disse loro: «Non capite questa parabola? Come comprenderete tutte le altre parabole?
14 Il seminatore semina la parola.
15 Quelli che sono lungo la strada, sono coloro nei quali è seminata la parola; e quando l'hanno udita, subito viene Satana e porta via la parola seminata in loro.
16 E così quelli che ricevono il seme in luoghi rocciosi sono coloro che, quando odono la parola, la ricevono subito con gioia;
17 ma non hanno in sé radice e sono di corta durata; poi, quando vengono tribolazione e persecuzione a causa della parola, sono subito sviati.
18 E altri sono quelli che ricevono il seme tra le spine; cioè coloro che hanno udito la parola;
19 poi gli impegni mondani, l'inganno delle ricchezze, l'avidità delle altre cose, penetrati in loro, soffocano la parola, che così riesce infruttuosa.
20 Quelli poi che hanno ricevuto il seme in buona terra sono coloro che odono la parola e l'accolgono e fruttano il trenta, il sessanta e il cento per uno».»
La versione del Vangelo secondo Luca (8, 5-15)

6 Un'altra cadde sulla roccia: appena fu germogliato seccò, perché non aveva umidità.
7 Un'altra cadde in mezzo alle spine: le spine, crescendo insieme con esso, lo soffocarono.
8 Un'altra parte cadde in un buon terreno: quando fu germogliato, produsse il cento per uno». Dicendo queste cose, esclamava: «Chi ha orecchi per udire oda!»
9 I suoi discepoli gli domandarono che cosa volesse dire questa parabola.
10 Ed egli disse: «A voi è dato di conoscere i misteri del regno di Dio; ma agli altri se ne parla in parabole, affinché vedendo non vedano, e udendo non comprendano.
11 Or questo è il significato della parabola: il seme è la parola di Dio.
12 Quelli lungo la strada sono coloro che ascoltano, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, affinché non credano e non siano salvati.
13 Quelli sulla roccia sono coloro i quali, quando ascoltano la parola, la ricevono con gioia; ma costoro non hanno radice, credono per un certo tempo ma, quando viene la prova, si tirano indietro.
14 Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità.
15 E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza.»
Il detto del Vangelo di Tommaso (versetto 9)

Cerchiamo il significato della parabola:
La parabola del seminatore è la prima delle sette che nel vangelo di Matteo compongono il discorso delle parabole sul Regno di Dio e che descrive i diversi tipi di terreno sul quale cade il seme gettato a caso dal seminatore. Si tratta di una grande metafora della predicazione della parola di Dio nel corso della Storia. La parabola spiega perché lo stesso seme del vangelo produce effetti tanto diversi nelle persone: perché ognuno lo riceve in base alle proprie disposizioni.
Nei tipi di terreno che il seme può trovare cadendo, Gesù riassume i tipi di persone che esistono. In tal modo non solo trasmette una conoscenza molto valida su come siamo, ma inoltre ci coinvolge nell'esaminare che cosa possiamo fare per migliorare la nostra corrispondenza. Il Papa Francesco lo spiegava dicendo che “il nostro cuore, come un terreno, può essere buono e allora la Parola porta frutto – e tanto –, ma può essere anche duro, impermeabile. Ciò avviene quando sentiamo la Parola, ma essa ci rimbalza addosso, proprio come su una strada: non entra”.
Fra la terra buona e quella cattiva c’è anche il terreno sassoso, che corrisponde al “cuore superficiale, che accoglie il Signore, vuole pregare, amare e testimoniare, ma non persevera, si stanca e non “decolla” mai – continua il Papa –. È un cuore senza spessore, dove i sassi della pigrizia prevalgono sulla terra buona, dove l’amore è incostante e passeggero. Ma chi accoglie il Signore solo quando gli va, non porta frutto”.
Infine, c’è quello che cade tra i rovi, che “sono i vizi che fanno a pugni con Dio, che ne soffocano la presenza: anzitutto gli idoli della ricchezza mondana, il vivere avidamente, per sé stessi, per l’avere e per il potere. Se coltiviamo questi rovi, soffochiamo la crescita di Dio in noi. Ciascuno può riconoscere i suoi piccoli o grandi rovi, i vizi che abitano nel suo cuore, quegli arbusti più o meno radicati che non piacciono a Dio e impediscono di avere il cuore pulito. Occorre strapparli via, altrimenti la Parola non porterà frutto, il seme non si svilupperà”.
I discepoli domandarono a Gesù perché parlava in parabole. Il Maestro fa loro notare che predica “i misteri del Regno”. Gli uomini hanno qualche difficoltà a comprenderli direttamente; perciò impiega un linguaggio figurato, con immagini vicine a chi ascolta e che si riferiscono velatamente ai misteri.
Nella sua spiegazione ai discepoli Gesù dice: “a colui che ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha”.
La frase ci appare inquietante, perché sembra una ingiustizia. Invece Gesù spiega in questo modo che chi non accoglie con buona volontà il vangelo e la grazia diventa incapace di comprenderlo e di ricevere di più. Invece chi si dispone docilmente a lasciarsi trasformare dalla parola di Dio – questo, del resto, facevano i discepoli – non solo riceve la grazia della conversione, ma sarà in grado di ricevere ancora più grazia.
È sorprendente anche la citazione di Isaia di cui si serve Gesù: “perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca” (v. 15). In realtà il Signore ricorre qui all'ironia, proprio per lamentare che i suoi ascoltatori stanno adempiendo, con la loro libera corrispondenza, la profezia di Isaia, malgrado che il Signore voglia salvarli. Infatti, anche se molti vedevano i miracoli che Gesù faceva e forse avevano una maggiore capacità dei dodici di comprendere le sue parole, facevano liberamente orecchio da mercante al messaggio, sprofondando in una cecità volontaria.