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Parabola del granello di senape - Parrocchia San Marco

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ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2025
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Parabola del granello di senape

catechesi e formazione > le parabole
altri nomi della parabola:
  • Parabola del granello di senape.
  • Parabola del grano di senape.
  • Parabola del seme che cresce

La parabola mette a confronto il Regno dei Cieli con un grano di senape: questo, secondo la parabola, è il più piccolo tra tutti i semi e tuttavia, dopo che viene seminato, si trasforma in una pianta con rami tanto grandi che gli uccelli vi si possono posare.
La versione del Vangelo secondo Matteo  (13, 31-32)


« Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami. »
La versione del Vangelo secondo Marco  (4,30-32)


« A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra; ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra »
La versione del Vangelo secondo Luca  (13,18-19)


« A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo rassomiglierò? È simile a un granellino di senapa, che un uomo ha preso e gettato nell'orto; poi è cresciuto e diventato un arbusto, e gli uccelli del cielo si sono posati tra i suoi rami. »
Il detto del Vangelo di Tommaso  (20)


«I discepoli dissero a Gesù, "Raccontaci com'è il Regno dei Cieli". Egli disse loro "È come un granello di senape, il più piccolo dei semi, ma quando cade su terreno preparato, genera una pianta grande e diventa riparo per gli uccelli del cielo".»
Cerchiamo il significato della parabola:

L’azione santificatrice dello Spirito Santo può passare inosservata ai nostri occhi. La crescita della vita interiore è graduale. Dio fa affidamento sul tempo, conosce la nostra fragilità e le difficoltà che si vanno presentando nella nostra vita; però la grazia, il suo amore, è costante. Il bene è diffusivo, e lo è anche la santità. Il Signore ci pone le immagini degli uccelli del cielo, che vengono a posarsi sui rami dell’albero nato dal seme di senape. Lo stesso accade con i figli di Dio, se riescono a rimanere fedeli. Molti andranno a ripararsi nell'amore di Dio che si manifesta nella loro vita.

Dobbiamo essere perseveranti nella lotta, una lotta quotidiana, quasi sempre in cose piccole, che lascia l’anima disposta a ricevere il seme divino e dare frutto. Non importa che i nostri desideri di santità siano effimeri e incostanti; Dio è tanto buono che, con un po’ di buona volontà, costruisce l’edificio della nostra santità. Abbiamo continue prove della nostra imperfezione, ma lungi dallo scoraggiarci sappiamo che la nostra debolezza attrae l’amore divino, un amore che lo porta a gridare: “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai.

Dio agisce come il fermento nella massa. Applica alla nostra natura decaduta i meriti infiniti della sua Redenzione e la trasforma, la divinizza. Allo stesso modo dobbiamo agire noi in mezzo al mondo: essere fermento nella massa, santificando le nostre occupazioni quotidiane, utilizzando queste circostanze per crescere in santità e santificare gli altri. La santità consiste nell'amare. Il fermento dell’amore farà emergere una nuova civiltà, una nuova cultura, che si profila all'orizzonte del mondo, portata avanti dai figli di Dio, perché, come afferma l’Apostolo: “L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio”

Parrocchia San Marco Evangelista

via Edoardo Daneo, 19 10135 Torino - tel. 011 612.714

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