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Parabola dei vignaioli omicidi - Parrocchia San Marco

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ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2025
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Parabola dei vignaioli omicidi

catechesi e formazione > le parabole
altri nomi della parabola:
  • Parabola dei vignaioli omicidi
  • Parabola dei fittavoli malvagi
  • Parabola dei vignaioli.

La parabola dei vignaioli omicidi è una parabola di Gesù presente nei vangeli secondo Matteo, Marco e Luca.
È inoltre presente nell'apocrifo Vangelo di Tommaso.
Nei vangeli sinottici l'insegnamento viene rivolto da Gesù alla gente presente nel tempio durante la settimana prima della sua morte. Il Vangelo di Tommaso, come di consueto, non fornisce invece il contesto narrativo.
La versione del Vangelo secondo Matteo (21, 33-44)


C'era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l'affidò a dei vignaioli e se ne andò. Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l'altro lo uccisero, l'altro lo lapidarono.
Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l'eredità.
E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero. Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?». Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:



La pietra che i costruttori hanno scartata
è diventata testata d'angolo;
dal Signore è stato fatto questo
ed è mirabile agli occhi nostri?
Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare. Chi cadrà sopra questa pietra sarà sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritolerà»
La versione del Vangelo secondo Marco  (12, 1-11)


« Un uomo piantò una vigna, le fece attorno una siepe, vi scavò una buca per pigiare l'uva e vi costruì una torre; l'affittò a dei vignaiuoli e se ne andò in viaggio. Al tempo della raccolta mandò a quei vignaiuoli un servo per ricevere da loro la sua parte dei frutti della vigna. Ma essi lo presero, lo picchiarono e lo rimandarono a mani vuote.
Egli mandò loro un altro servo; e anche questo insultarono e ferirono alla testa.
Egli ne mandò un altro, e quelli lo uccisero; poi molti altri che picchiarono o uccisero. Aveva ancora un unico figlio diletto e quello glielo mandò per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio”. Ma quei vignaiuoli dissero tra di loro: “Costui è l'erede; venite, uccidiamolo e l'eredità sarà nostra”.
Così lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori dalla vigna. Che farà dunque il padrone della vigna? Egli verrà, farà perire quei vignaiuoli e darà la vigna ad altri.

Non avete neppure letto questa Scrittura:
“La pietra che i costruttori hanno rifiutata
è diventata pietra angolare;
ciò è stato fatto dal Signore,
ed è una cosa meravigliosa ai nostri occhi”? »
La versione del Vangelo secondo Luca  (20, 9-18)


« Poi cominciò a dire al popolo questa parabola: «Un uomo piantò una vigna, l'affidò a dei coltivatori e se ne andò lontano per molto tempo. A suo tempo, mandò un servo da quei coltivatori perché gli dessero una parte del raccolto della vigna. Ma i coltivatori lo percossero e lo rimandarono a mani vuote. Mandò un altro servo, ma essi percossero anche questo, lo insultarono e lo rimandarono a mani vuote. Ne mandò ancora un terzo, ma anche questo lo ferirono e lo cacciarono. Disse allora il padrone della vigna: Che devo fare? Manderò il mio unico figlio; forse di lui avranno rispetto. Quando lo videro, i coltivatori discutevano fra loro dicendo: Costui è l'erede. Uccidiamolo e così l'eredità sarà nostra. E lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero. Che cosa farà dunque a costoro il padrone della vigna? Verrà e manderà a morte quei coltivatori, e affiderà ad altri la vigna». Ma essi, udito ciò, esclamarono: «Non sia mai!». Allora egli si volse verso di loro e disse: «Che cos'è dunque ciò che è scritto:

La pietra che i costruttori hanno scartata,
è diventata testata d'angolo?
Chiunque cadrà su quella pietra si sfracellerà e a chi cadrà addosso, lo stritolerà». »
Il detto del Vangelo di Tommaso  (versetto 65)


«Egli disse: un buon uomo aveva una vigna. La diede a dei fattori affinché la lavorassero, ed egli ricevesse il frutto della loro mano. Mandò il suo servo, affinché i fattori gli dessero il frutto della vigna. Essi presero il servo, lo picchiarono e quasi lo uccisero.
Il servo andò a raccontarlo al suo padrone. Il padrone disse: Forse non lo conoscevano. Mandò un altro servo; i fattori picchiarono anche l'altro. Allora il padrone mandò suo figlio. Disse: Forse avranno rispetto per mio figlio. Quei fattori, poiché sapevano che era l'erede della vigna, lo presero e lo uccisero. Chi ha orecchie, ascolti.»
Cerchiamo il significato della parabola:

Man mano che si avvicina la fine della vita terrena di Gesù, i discorsi del vangelo secondo san Matteo vanno acquistando un tono più escatologico, vale a dire, legato alla destinazione finale di tutte le cose, sia quella dei contemporanei di Gesù, sia la destinazione finale universale.
Lo stesso Gesù invita ad ascoltare con attenzione la sua parabola: il padrone di una proprietà piantò una vigna e la predispose accuratamente perché desse frutto: “la circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre”. Il padrone dà in affitto la vigna ad alcuni contadini; li rende così partecipi della sua prosperità, e nello stesso tempo conta su un loro impegno personale perché la vigna dia frutto.
Ma i contadini non solo non fecero il loro dovere, ma inoltre disprezzarono e addirittura uccisero i servi che il padrone aveva inviato per richiedere il frutto della vigna, nella quale aveva posto tante attenzioni. Più aberrante ancora fu il loro comportamento quando uccisero il figlio del padrone, che questi aveva inviato. Evidentemente i contadini della parabola agirono ingiustamente. Chiunque direbbe che erano dei “malvagi”, come gli stessi ascoltatori di Gesù li denominano.
Con questa parabola, di lettura così evidente e drammatica, Gesù denuncia per contrasto l’atteggiamento dei capi del popolo, che disprezzarono e umiliarono i profeti che Dio aveva loro inviato; e soprattutto denuncia in anticipo il rifiuto che si apprestano a fare dello stesso Figlio di Dio, che cacceranno fuori da Gerusalemme e uccideranno, come questi contadini fanno con il figlio del padrone della vigna.

Più in generale, la parabola non solo denuncia la condotta dei contemporanei di Gesù, ma anche l’atteggiamento indifferente e addirittura ostile che noi uomini possiamo mostrare davanti all'azione di Dio, sempre sollecito e interessato al nostro bene, il quale invia persone che potrebbero aiutarci a dare frutto, ma che noi rifiutiamo, forse perché ci danno fastidio. La bontà divina, che ci offre la sua grazia e le sue sollecitudini, come quelle che dimostra il padrone della parabola verso la sua vigna e che Dio ha avuto verso Israele, richiede da parte nostra la buona volontà di voler dare frutti di virtù e di santità; di trarre profitto dalla grazia e di non respingere chi richiede il suo frutto in noi.
D’altra parte, benché la parabola abbia tinte tragiche, le parole di Gesù offrono anche un messaggio di speranza.

Come spiegava il Papa Francesco, sebbene il padrone della vigna avesse il diritto di vendicarsi, così come Dio avrebbe potuto vendicarsi della crocifissione di suo Figlio, tuttavia «la delusione di Dio per il comportamento malvagio degli uomini non è l’ultima parola! È qui la grande novità del Cristianesimo: un Dio che, pur deluso dai nostri sbagli e dai nostri peccati, non viene meno alla sua parola, non si ferma e soprattutto non si vendica!».
«Fratelli e sorelle (dice ancora il Papa), Dio non si vendica! Dio ama, non si vendica, ci aspetta per perdonarci, per abbracciarci. Attraverso le “pietre di scarto” – e Cristo è la prima pietra che i costruttori hanno scartato –, attraverso situazioni di debolezza e di peccato, Dio continua a mettere in circolazione il “vino nuovo” della sua vigna, cioè la misericordia; questo è il vino nuovo della vigna del Signore: la misericordia. C’è un solo impedimento di fronte alla volontà tenace e tenera di Dio: la nostra arroganza e la nostra presunzione, che diventa talvolta anche violenza! Di fronte a questi atteggiamenti e dove non si producono frutti, la Parola di Dio conserva tutta la sua forza di rimprovero e di ammonimento: “a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti”


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