la parrocchia di San Marco Evangelista
essenziali

San Marco è così: piccola, quasi invisibile rispetto ad altre chiese che godono di una posizione meno defilata. San Marco è una "chiesa tra le case", semplice, senza facciate imponenti o campanili altissimi che si vedono in lontananza.
Manifesta la sua presenza con il delicato suono delle campane prima delle celebrazioni ma, soprattutto, fa sentire la sua voce attraverso l'opera costante e generosa dei cristiani che qui testimoniano la loro fede. Un piccolo gregge fatto di gente operosa e disponibile.
Nel corso degli anni molti attori si sono succeduti, ma lo spirito di servizio è rimasto immutato.
Quasi sessant'anni possono essere tanti o pochi a seconda dei punti di vista ma sono comunque un lasso di tempo sufficiente per avere una storia da raccontare, un presente da vivere e un futuro da immaginare e costruire. Ed è comunque una cifra tonda, una sorta di numero magico, il "mezzo secolo" che fa sempre un certo effetto pronunciare.

Conosciamo insieme S.Marco evangelista e il suo Vangelo
L’evangelista Marco, o Giovanni-Marco (Atti 12,12.25; 15,37) apparteneva ad una famiglia ellenizzata di Gerusalemme, che mise la sua casa a disposizione dei primi cristiani (Atti 12,12-16).
E’ possibile che questa casa fosse aperta a Cristo e ai suoi apostoli e che si sia svolta in tale ambiente l’ultima Cena.
Marco accompagnò Paolo nel suo primo viaggio missionario (Atti 12,25; 13,5), ma pare che non abbia partecipato all’entusiasmo dell’Apostolo; rientrò da solo a Gerusalemme (Atti 13,13); a suo riguardo ci fu una viva discussione fra Paolo e Barnaba in occasione della organizzazione del secondo viaggio apostolico di Paolo (Atti 15,39-40).
Seguì poi Pietro a Roma e si mise ai suo servizio durante la prigionia dei capo degli apostoli (Col 4,10), e infine si pose di nuovo a disposizione di Paolo durante la prigionia di quest’ultimo (2 Tim 4,11). Marco ci presenta Gesù, scoperto attraverso l’esperienza stessa dei suoi discepoli e apostoli.
Una domanda ricorre per presentare ancor oggi Gesù al mondo: «Chi è costui?».
E’ un vangelo concepito in una visuale tutta speciale: quella del contrasto doloroso tra il Cristo rivestito delle prerogative di guarigione (1,31), di perdono (2,10) e di vittoria sui demoni (1,24-27; 1,34; 3,11.23; 5,7), e gli uomini che si beffano di lui (5,40; 6,2; 15,29-32) e vogliono la sua rovina (3,6; 12,13; 14,1).
Quando si presenta l’occasione, Marco non esita a mostrare questa stessa opposizione all’interno dei gruppo dei discepoli (4,13) e della famiglia di Cristo (3,20-35).
Egli spiega questo «scandaloso» contrasto con lo stesso mistero pasquale (Mc 16), facendo inoltre vedere che in esso si compie una profonda legge del piano di Dio (8,31; 9,31; 10,33) che si ritrova in tutta la vocazione cristiana (8,34; 9,35; 10,24-39; 13,9-13).
Vangelo dei Messia umiliato e osteggiato, sofferente e crocifisso, conduce alla professione di fede del centurione: «Costui era veramente il Figlio di Dio ».